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ESTRAZIONE LOTTERIA
Il sindaco di Lodi Vecchio finisce indagato per l’autorizzazione di una tettoia in cascina
Lodi Vecchio Il sindaco di Lodi Vecchio Giancarlo Cordoni risulta iscritto sul registro degli indagati della procura della Repubblica di Lodi, nell’ambito di un’inchiesta nata dopo la segnalazione di lavori in corso per la costruzione di una tettoia in una cascina. Lavori che, risulterebbe da un atto ufficiale, sarebbero stati autorizzati dal sindaco. L’ipotesi di reato che la procura potrebbe ravvisare nella vicenda è di abuso d’ufficio. «Non ho ricevuto alcuna comunicazione riguardo la mia eventuale posizione di indagato, non ne so assolutamente niente - chiarisce subito il sindaco Cordoni -. Della vicenda della tettoia sono semplicemente a conoscenza in quanto l’ufficio tecnico ha avviato una contestazione di abuso edilizio. Che, come è d’obbligo, deve essere segnalata anche alla procura della Repubblica».Tutto inizia alcuni mesi fa quando, in un complesso di cascinali nelle campagne di Lodi Vecchio, un vicino nota che i propri confinanti stanno innalzando una tettoia metallica e avverte la polizia locale per chiedere di verificare se sia tutto in regola. I vigili intervengono, contestano la mancanza delle autorizzazioni di competenza dell’ufficio tecnico ma i proprietari, che asseriscono di essere stati in perfetta buona fede, si affidano a un avvocato e, su suo consiglio, consegnano al più presto ai vigili un documento datato 8 gennaio 2010 in cui, a firma del sindaco, “si autorizza la costruzione di una struttura agricola in ferro delle dimensioni di 20 per 40 metri lineari da posizionare all'interno del corpo aziendale“. E sulla base di quel documento, con tanto di numero di protocollo comunale, (il 157) vengono avviati i lavori.Dopo il sopralluogo dei vigili, e la consegna in comune del documento, l’ufficio tecnico procede ugualmente e notifica ai proprietari del cascinale un’ordinanza di sospensione dei lavori. E la tettoia rimane a metà. Si tratta di una struttura destinata a servire un’attività agrituristica e di allevamento, che appare peraltro pienamente compatibile con il contesto agricolo in cui si trova il cascinale. A meno che, ma è un’ipotesi, non possano sorgere prescrizioni particolari dalla Soprintendenza alle Belle Arti.L’attenzione della procura di Lodi, quindi, è ora su due fronti: da una parte, verificare se effettivamente l'innalzamento della tettoia in ferro richiedesse, come sostengono gli organi tecnici del comune, una specifica autorizzazione edilizia. Dall'altra, chiarire se l'autorizzazione a firma del sindaco, rilasciata a una decina di giorni di distanza dalla richiesta che sarebbe stata presentata il 29 dicembre 2009 dalla proprietà della cascina, sia un atto legittimo o se, invece, magari in buona fede, sia andata oltre i poteri che la legge riserva al primo cittadino.
Carlo Catena
Fonte:http://edicola.ilcittadino.it/edicola/2010/07/03/Archivio/20100703/CL02-39-038.pdf
«Giunta poco trasparente Ci ritiriamo dai dipartimenti»riamo dipartimenti»
-LODI VECCHIO-
GRUPPO consiliare «Uniti per Lodi Vecchio” torna all’attacco del sindaco Gianni Cardoni. «Il Consiglio comunale straordinario che si è svolto certamente in un clima di rispetto tranne per qualche gesto poco rispettoso venuto da un ex amministratore locale, ha visto la nutrita partecipazione della cittadinanza, che si è espressa a tratti in favore delle istanze dell’opposizione mediante calorosi applausi, e la denuncia della poca o mancata trasparenza, rilevata da alcuni consiglieri di maggioranza, da parte del Comune». Venerdì sera, infatti, al centro del dibattito c’erano incarichi che - secondo l’opposizione - erano stati attribuiti illegittimamente a una cooperativa, nella quale è socio il marito dell’assessore Caterina Bersani. «Due consiglieri di maggioranza — sottolinea la lista civica d’opposizione — hanno abbandonato l’aula e uno si è astenuto sulla mozione di sfiducia all’assessore Bersani». Segno della scarsa compattezza della maggioranza, secondo Uniti per Lodi Vecchio. «Tutto amplificato dall’intervento del consigliere Zanoncelli che, sottolineando la necessità di maggiore trasparenza, non ha fatto altro che dare sostegno alle tesi da tempo avanzate dal nostro gruppo e da Lega, Pdl e Udc». I consiglieri di minoranza protestano per la relazione presentata dalla segretaria e letta dal sindaco, «che non risultava firmata dal segretario generale Barletta».
, SECONDO Uniti per Lodi Vecchio, non sono stati fugati i dubbi, «frutto delle difficoltà che i consiglieri d’opposizione continuano a riscontrare nelle richieste di accesso agli atti amministrativi». Esemplare, secondo la lista civica, «l’ammissione del sindaco, che ha dichiarato che la mancanza dei regolari requisiti per lo svolgimento delle attività al bocciodromo perdurava da tempo e da sempre autorizzate a operare, che ha fatto scaturire un fragoroso applauso da parte del pubblico presente in sala».causa del no della Giunta a istituire commissioni, il capogruppo di “Uniti per Lodi Vecchio” «ha confermato il ritiro immediato di tutti i componenti del gruppo di minoranza dai dipartimenti. Troppo comodo continuare a disquisire sul fatto che essi, rispetto alle commissioni, sono più democratici perché coinvolgono anche i cittadini che non si occupano di politica. Si vuole ignorare che sono proprio questi che per la maggior parte disertano tali riunioni, e non si può di certo colpevolizzarli in quanto tutti perderebbero la buona volontà di fronte ad argomenti già decisi». Lo.
Fonte Il GIORNO: http://www.ilgiorno.it/lodi/cronaca/locale/2010/08/06/366799-giunta_poco_trasparente_ritiriamo_dipartimenti.shtml
Lodi Vecchio, l’opposizione chiede chiarezza al sindaco
Lodi vecchio Opposizione sul piede di guerra in comune a Lodi Vecchio. Richiesta la convocazione straordinaria del consiglio e la costituzione di una commissione d’inchiesta sull’attività dell’amministrazione municipale. L’iniziativa arriva dopo l’iscrizione nel registro degli indagati della procura della Repubblica di Lodi del sindaco Giancarlo Cordoni, per la segnalazione di lavori in corso per la costruzione di una tettoia in una cascina. In una nota diffusa nei giorni scorsi, il gruppo “Uniti per Lodi Vecchio” chiede al primo cittadino di riferire sulla vicenda: «Con tale richiesta non si intende in alcun modo entrare nei risvolti penali di quanto successo, che si ritiene siano di esclusiva competenza dell’autorità giudiziaria, ma si intende fare chiarezza sull’attività amministrativa del sindaco». Il documento è firmato da cinque consiglieri comunali del gruppo “Uniti per Lodi Vecchio”: Antonino Di Grigoli, Beatrice Dovera, Ambrogio Locatelli, Giuseppe Nicoletti, Pier Paolo Zanaboni (e anche ottenuto il sostegno di un esponente del direttivo Pdl di Lodi Vecchio, Giuseppe Patruno). La proposta presentata è quella di istituire una commissione bipartisan, per approfondire alcuni atti portati avanti dalla giunta Cordoni. «Si ritiene doveroso, in qualità di consiglieri comunali, rispondere alle domande che la cittadinanza preoccupata e arrabbiata ci pone - si legge nel documento - sottolineiamo che ci sono altre situazioni sulle quali questa opposizione sta cercando di fare luce ormai da mesi». E sono stati citati alcuni appalti, su cui - secondo l’opposizione in consiglio - «l’amministrazione si è finora rifiutata di fornire i documenti e le informazioni». «Per ricevere le dovute informazioni sulla vicenda abbiamo presentato formale domanda per convocare un’assemblea straordinaria del consiglio, in questo modo il sindaco potrà spiegare quanto sta succedendo - hanno sostenuto Di Grigoli e il rappresentante Pdl Patruno -: crediamo che su questo e altri argomenti sia necessaria un’operazione trasparenza. Peraltro abbiamo notato che sul tema è anche intervenuta la Federazione della sinistra, che ha chiesto una verifica al sindaco».Matteo Brunello
Fonte il CITTADINO
http://edicola.ilcittadino.it/edicola/2010/07/13/Archivio/20100713/CL01-17-017.pdf
P.D.L. CITTA’ DI LODI VECCHIO
SEZIONE “TINO CALEFFI”
IN DATA 25 GIUGNO 2010, IL COORDINAMENTO CITTADINO DEL POPOLO DELLA LIBERTA’ DI
LODI VECCHIO, DELIBERA DI INTITOLARE LA SEDE CITTADINA DEL PARTITO AD
ONESTO CALEFFI DETTO “TINO”.
RINNOVIAMO IL PROFONDO SENSO DI GRATITUDINE PER L’IMPEGNO DELL’AMICO TINO NEL PARTITO E MANTENIAMO VIVO IL RICORDO DELL’ALLEGRIA CHE HA SAPUTO INFONDERE NEI SIMPATIZZANTI ANCHE NEI MOMENTI POLITICI PIU’ TRAVAGLIATI .
ALLA MOGLIE TERESA GIGANTE, DONIAMO QUESTO PRIMO DOCUMENTO INTESTATO CON LA NUOVA DICITURA CHE DA OGGI IN POI SARA’ PRESENTE SU OGNI ATTO DEL PARTITO.
Coordinatore Comunale: Arch. Pier Paolo Zanaboni
Vice Coordinatore: Arch. Alberto Scorletti
Consigliere: Mimmo Corigliano
Consigliere: Antonino Di Grigoli
Consigliere: Avv. Monica Fiorentini
Consigliere: Luigi Gargioni
Consigliere: Irene Marchesi
Consigliere: Giuseppe Patruno
Lodi Vecchio 25-06-2010